Il sistema idrografico del Friuli Venezia Giulia, tributario del Mare Adriatico (con l’eccezione del fiume Slizza), è fortemente condizionato dalla geomorfologia e dal clima, con precipitazioni abbondanti e irregolari: ciò comporta una prevalenza del carattere torrentizio. Nel contempo, le caratteristiche geomorfologiche definiscono una distribuzione poco omogenea dei flussi idrici e quindi una ricca varietà di paesaggi. Il fiume Tagliamento svolge il ruolo di collettore principale delle acque della regione idrografica montana mentre, nelle aree prealpine, si distingue il ruolo degli affluenti di Livenza e Isonzo. Nella regione collinare subalpina le precipitazioni si disperdono alimentando le falde freatiche della successiva pianura e il canale Ledra raccoglie i flussi provenienti dai rilievi morenici. I corsi d’acqua di tale area scorrono prevalentemente secondo le direzioni nord-sud ed est-ovest. La regione di pianura – in cui i corsi scorrono in direzione nord-sud, come in quella collinare – può essere divisa in una parte alta in cui, per alcuni mesi dell’anno, la circolazione superficiale è poco rilevante e una parte a sud della fascia delle risorgive in cui, con il ritorno in superficie delle acque perdute nella regione soprastante, si originano nuovi corsi a regime più regolare.

Gli altipiani carsici del Cansiglio e del Carso costituiscono gli esempi maggiori del fenomeno di assorbimento delle acque meteoriche e di infiltrazione dei corsi d’acqua superficiali grazie alla permeabilità delle rocce calcaree. La circolazione sotterranea che si origina, trova nel Timavo, sotto il Carso Triestino, il suo esempio storicamente più importante.

Altresì importanti, sebbene non numerosi, sono i laghi regionali, tra i quali è da considerare la presenza di recenti bacini artificiali per lo sfruttamento idroelettrico ed irriguo.


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