Province Illiriche (1809-1813)

Confini


Nel luglio del 1809 le truppe di Napoleone sconfissero nuovamente gli austriaci nella nota battaglia di Wagran e nell’ottobre dello stesso anno fu sottoscritta a Schönbrunn la pace tra l’Austria e la Francia. Contestualmente Napoleone decretò l’istituzione del “Gouvernement des Provinces Illyriennes”, uno Stato satellite creato soprattutto per scopi militari. Gli effetti di tale operazione furono che la Carinzia occidentale, la Carniola con la Contea di Pisino, la Contea goriziana a oriente dell’Isonzo, i territori di Trieste e la Croazia al di qua della Sava, più una parte del Confine Militare asburgico, vennero assegnati alla Francia. A questi, qualche mese dopo, si aggiunsero i possedimenti ex veneziani lungo la costa orientale dell’Adriatico, l’Istria costiera, la Dalmazia, le Bocche di Cattaro, che erano già stati occupati da Napoleone nel 1805. Le Province Illiriche formavano così un Dipartimento francese, con un Governatore Generale con sede a Lubiana.
Le sorti dell’ex Repubblica di Ragusa non furono certo diverse: nel 1806 la città fu occupata dalla Francia e due anni dopo perse la sua secolare autonomia quando anch’essa venne aggregata al nuovo Stato francese.
Nel 1810, infine, anche le città tirolesi di Lienz e Sillian con i loro territori andarono a far parte delle Province. Nella Venezia Giulia piccole variazioni di confine furono attuate lungo il corso del fiume Isonzo e nella Val Canale: Tarvisio, infatti, passò al Regno d’Italia nel 1811 quando i francesi procedettero alla riorganizzazione di tutte le Province Illiriche. L’istituzione di questo Stato rispondeva soprattutto a un disegno prettamente strategico, dove il Governo francese voleva creare un territorio cuscinetto con il vasto Impero ottomano.
Con la sconfitta di Napoleone a Lipsia (16-19 ottobre 1813) il territorio delle Province Illiriche divenne possesso austriaco, confermato dal Congresso di Vienna del 1815.


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