Dalla Contea o Marca del Friuli (775-792) alla Marca Veronensis et Aquileiensis (800-1077)

Confini


Con la discesa in Italia dei Franchi (774) e la sconfitta dell’ultimo sovrano longobardo, Desiderio, il regno longobardo entrò a far parte dei domini Franchi e con esso anche il ducato del Friuli (776), mentre rimase sotto il dominio bizantino la fascia lagunare. Tra 787 e 789 al ducato friulano venne stabilmente aggregata l’Istria. Nel periodo successivo, a tutta quest’area venne attribuito sia il titolo di contea che di marca, vale a dire una circoscrizione di confine con finalità essenzialmente militari, vista la posizione esposta agli attacchi dei popoli slavi, bulgari e magiari. Non si trattava però di un territorio i cui confini erano definiti con chiarezza, ma che era soggetto ad ampliamenti e riduzioni, soprattutto verso oriente e settentrione, mentre a ovest è possibile che il limite fosse stato portato dal Livenza al Piave. Perno ne era Cividale, che in questo periodo assunse la nuova denominazione di Civitas Austriae (la città “orientale”). Alla metà del IX secolo, la marca probabilmente comprendeva, oltre ai territori dell’attuale regione Friuli Venezia Giulia e dell’Istria, l’area trevigiana ad occidente, mentre ad oriente si estendeva all’attuale Slovenia, ma senza che sia possibile determinarne gli esatti limiti.

Con l’assunzione della corona del regnum italicum da parte del re di Germania Ottone I (952), il Friuli, Trieste, l’Istria e il Veneto vennero staccate dal regno d’Italia e unite al regno di Germania come marca Veronensis et Aquilegensis aggregata al ducato di Baviera. Nel 976 dalla Baviera venne scorporato il ducato di Carinzia, sempre pertinente al regno di Germania, del quale facevano parte anche il Friuli, Trieste e l’Istria.


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